La community si è espressa da nord a sud e in rappresentanza di diversi settori e cause sociali, mettendo in risalto come alcune percezioni siano trasversali alla forma giuridica e alla localizzazione degli enti e dei progetti. Hanno risposto all'indagine soprattutto le figure apicali delle organizzazioni, coinvolte nelle decisioni strategiche sul futuro degli enti, ma non sono mancate le opinioni dei volontari.
Più di 135 atti normativi sono la misura della Riforma del Terzo Settore. Gli enti vivono questo percorso come un movimento lento e eccessivamente lungo: un tempo di attesa nel quale svolgere i passaggi necessari ma che crea incertezza.
Un grande cambio di prospettiva: l’iscrizione al RUNTS viene vissuta dagli enti come una nuova occasione di conoscenza da parte dei donatori, dei cittadini, degli stakeholder che imprime una grande spinta all’adesione a questo nuovo strumento.
All’interno della Riforma oltre agli obblighi sono previste nuove opportunità per gli enti: attività diverse, agevolazioni fiscali, rapporti con la Pubblica Amministrazione e nuove occasioni di finanziamento. Non sempre però le opportunità sono state chiarite e presentate al Terzo Settore.
La Riforma prevede un riassetto dello strumento del Bilancio Sociale. Gli enti però sembrano non averne piena consapevolezza. Solo alcune organizzazioni sono davvero toccate da questo cambiamento, eppure circa la metà dei rispondenti alla survey si sente obbligata a redigerlo.
I risultati della survey sono frutto di un progetto corale: gli enti e i network hanno partecipato condividendo le proprie riflessioni e il proprio vissuto con la Riforma del Terzo Settore. La voce di chi sta attraversando il cambiamento è un punto di riferimento per chi si occupa della norma e per il Settore tutto che può avere un metro per comparare la propria esperienza.