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Le parole e le idee della Community

La voce diretta di chi vive il non profit ogni giorno: qui volontari, presidenti, fundraiser, direttori amministrativi, tesorieri, progettisti e consulenti possono condividere il proprio pensiero e continuare ad interrogarsi e a dialogare sul futuro del Terzo Settore.

  • La soluzione sta nel creare infrastrutture che siano in grado di organizzare la filantropia in loco ed attrarre risorse dalla filantropia nazionale ed internazionale. Occorrerebbe che gli enti filantropici si dedicassero in maniera specifica a sostenere le Organizzazioni che organizzano filiere solidali e promuovono forme di cittadinanza attiva, non dipendente da progetti, ma capace di resistere nel tempo.

  • Evitare finanziamenti "a pioggia" parziali e finanziare integralmente progetti solidi

  • Sensibilizzando le persone a supportare il Terzo Settore in modo continuativo.

  • Escludere interventi a pioggia, attraverso un'attenzione mirata alle iniziative di qualità

  • Ci sono attività che vanno finanziate in base al valore sociale di quello che producono e l'impatto che hanno sulla società, a prescindere dalla capacità economica che queste riescono a produrre.

  • È necessaria una cassa di sostegno per i momenti di crisi, non diversa da quella messa in campo a favore dei lavoratori degli altri settori economici.

  • Serve aiuto per ridurre la frammentazione di associazioni presenti nel Terzo Settore, migliorare la collaborazione tra associazioni e con il comparto della pubblica amministrazione, oltre che efficientare lo scambio di informazioni.

  • Ridurre la competitività sui bandi favorendo la collaborazione fra gli Enti del Terzo Settore. Dare continuità a progetti in essere.

  • Sostegno ai costi di struttura e alle attività ordinarie, piuttosto che solamente ai progetti e alle attività straordinarie

  • Supportare bandi di finanziamento a progetti di capacity building e di branding

  • Creando un fondo di sostegno che possa essere spalmato sulle varie realtà che operano in emergenza e mettere a disposizione messi o attrezzature da utilizzare per soddisfare il bisogno delle fasce più deboli

  • Adottare strumenti più agili e con tempestiche più tempestive

  • Creare una rete di attori, che attraverso una mappatura e una valutazione dei progetti proposti dalle ONP, possano intervenire in tempi rapidi con sostegni economici a fondo perduto.

  • Uscire dalla logica del progetto ma sostenere la "macchina" che offre attività e opportunità. Ovviamente con la massima trasparenza da parte di chi riceve. Favorire enti che lavorano stabilmente in rete

  • Filantropia culturale per valorizzazione nell'area di riferimento. Sostegno pluriennale certo a fronte dei progetti e loro ricadute

  • Per essere resilienti le organizzazioni hanno bisogno di: Conoscenze e competenze, flessibilità organizzativa, sostituibilità dei ruoli chiave, ridondanza delle risorse umane e strumentali chiave, risorse economiche accantonate per far fronte a future crisi. Gli attori della filantropia dovrebbero supportare gli enti del Terzo Settore a fornirsi di questi strumenti.

  • Selezionare di finanziare solo i soggetti con maggior capacità organizzativa costruendo con loro delle partnership di medio-lungo periodo

  • Investire sulla maturazione del senso del lavoro sociale

  • Sarebbe indispensabile lavorare affianco degli enti del Terzo Settore per convertire in maniera efficiente e molto veloce almeno una parte dei propri servizi, per evitare quanto più possibile la perdita di liquidità e di conseguenza quella di personale. Erogazione immediata di liquidità e tutorship sui processi di conversione sono indispensabili.

  • Abbandondando la logica del "lavoro su progetto": in questa situazione ha mostrato tutta la sua debolezza. Il Terzo Settore deve farsi promotore di un rinnovamento radicale delle policy pubbliche, non limitarsi a supplire le carenze dei servizi dello Stato

  • Maggior presenza non solo nel sostenere iniziative verso beneficiari finali (utenti svantaggiati) ma anche a sostegno delle imprese per sviluppare nuove iniziative.

  • Offerta consulenze specialistiche e percorsi di formazione, finanziamento di progetti innovativi

  • Le grandi aziende che possono dare contributi dovrebbero guardare a tutto il territorio italiano e a tutte le organizzazioni non profit e non solo quelle più visibili e più' grandi, perché le realtà come la nostra sono appunto invisibili. Anche le amministrazioni locali dovrebbero in periodi normali cercare di apprezzare maggiormente il lavoro svolto dalle associazioni come la nostra per sensibilizzare di più la popolazione.

  • Attraverso bandi realizzati con spirito pratico e procedure di verifica meritocratiche.

  • Le organizzazioni di Terzo Settore in questo ultimo anno sono state coinvolte nella “Riforma del Terzo Settore” un lento, faticoso e irto di inciampi iter di implementazione di cui non ci sono ancora decreti attuativi. Il ruolo delle organizzazioni di impegno civico diretto nelle attività messe in campo autonomamente per ovviare a quello che manca, alcune volte anche nel raggio di azione istituzionale e che produce un impatto sociale di valore, dovrebbe essere agevolato necessita di semplificazione, deburocratizzazione, anche sgravi, riconoscimento fattuale.

  • Chiarezza, supporto presso le istituzioni. far capire il peso del non profit e l'importanza di sostenerlo

  • In questo momento vanno sostenute le realtà del Terzo Settore non su un progetto specifico ma per il sostegno delle attività istituzionali e per aiutarle ad essere maggiormente tecnologiche

  • Ci vorrebbe uno stanziamento di contributi a fondo perduto per superare la crisi. Successivamente la necessità che l'ente pubblico riconosca maggiormente il contributo che le associazioni del privato sociale fornisce al benessere sociale.

  • Sostenendo l'ordinario, non un nuovo progetto. Ciò che preoccupa è riuscire a garantire ciò che fino a ieri era normale. Sostenere chi non ha solo perso probabili entrate, ma ha affrontato spese per l'emergenza.

  • Arrivare rapidamente a varare i decreti attuativi della nuova legislaturaa per ETS e creare facilitazioni burocratiche per adeguamenti alle nuove normative. Creazione di una rete semplice di comunicazione tra tutti gli ETS per sostenersi reciprocamente, avere un chiaro riconoscimento di valore agli occhi dell'opinione pubblica e della cittadinaznza

  • Il non profit deve essere considerato un settore produttivo come gli altri e pertanto tutelato allo stesso modo.

  • C'è bisogno di finanziamenti per percorsi di innovazione iniziativa interna e di servizi erogati; di sostenere l’assunzione di elevate competenze e profili professionali.

  • Fare leva sulla co-programmazione dei servizi con le pubbliche amministrazioni, facilitare le iniziative di advocacy, facilitare i processi di sharing economy e di condivisione tra le organizzazioni

  • Con la creazione di bond a copertura di interventi nel Terzo Settore

  • Meno burocrazie

  • Conoscenza più approfondita delle realtà presenti sul territorio, loro compito e difficoltà reali nella quotidianità.

  • Le fondazioni dovrebbero sganciarsi dalla logica del "progetto" (basta verificare cosa rimane dopo le scadenze nei territori) e puntare su enti che hanno la volontà di essere volano di innovazione

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