L’obbligo di assicurazione: da dove nasce l’esigenza
L’Italia ha compiuto un passo storico nella gestione dei rischi catastrofali con l’introduzione dell’obbligo di assicurazione contro eventi naturali stabilito dalla Legge di Bilancio 2024. Questa normativa, nota come Decreto CATNAT, coinvolge direttamente una parte significativa del Terzo Settore italiano, segnando un cambio di paradigma nella protezione del patrimonio degli enti non profit.
La nuova normativa nasce dalla necessità di superare il tradizionale approccio emergenziale basato su interventi pubblici ex post, per costruire un sistema di protezione preventiva che garantisca maggiore resilienza e sostenibilità finanziaria. Per il Terzo Settore, questo significa non solo un nuovo adempimento normativo, ma l’opportunità di rafforzare la propria capacità di continuare a erogare servizi essenziali anche in situazioni di emergenza.
La complessità della normativa e la specificità del Terzo Settore richiedono un approccio specializzato per comprendere:
- Chi è effettivamente obbligato tra gli enti del Terzo Settore
- Quali beni devono essere assicurati e come valutarli correttamente
- Le conseguenze dell’inadempimento sull’accesso ai finanziamenti pubblici
Chi è obbligato nel Terzo Settore: il criterio dell'iscrizione al Registro Imprese
La determinazione di quali enti del Terzo Settore sono soggetti all’obbligo non segue la tradizionale distinzione tra profit e non profit, ma si basa su un criterio formale preciso: l’iscrizione al Registro delle Imprese ai sensi dell’articolo 2188 del Codice Civile.
Questo approccio ha una logica economica ben precisa: il legislatore ha voluto includere nell’obbligo tutti i soggetti che, indipendentemente dalla loro natura giuridica, svolgono un’attività economica organizzata e continuativa che li espone ai rischi tipici dell’impresa.
Gli enti non profit obbligati sono quindi:
- Cooperative Sociali: tutte le cooperative sociali, sia di tipo A (gestione di servizi socio-sanitari ed educativi) che di tipo B (inserimento lavorativo di persone svantaggiate), sono tenute all’iscrizione nel Registro delle Imprese e, di conseguenza, all’obbligo di assicurazione catastrofale.
- Imprese Sociali: gli enti che hanno acquisito la qualifica di impresa sociale ai sensi del D.Lgs. 112/2017 sono per definizione soggetti che svolgono attività di impresa e sono quindi obbligati all’iscrizione nel Registro delle Imprese.
- Società Sportive Dilettantistiche (SSD): le SSD, pur operando nel settore sportivo dilettantistico, sono configurate come società e quindi soggette all’iscrizione nel Registro delle Imprese.
- ETS con Attività Commerciale Prevalente: alcuni enti che svolgono attività commerciali in modo prevalente possono essere tenuti all’iscrizione nel Registro delle Imprese.
| Tipologia Ente | Obbligo | Criterio |
|---|---|---|
| Cooperative Sociali | ✅ SÌ | Iscrizione Registro Imprese |
| Imprese Sociali | ✅ SÌ | Iscrizione Registro Imprese |
| SSD | ✅ SÌ | Assenza di iscrizione al Registro Imprese |
| APS | ❌ NO* | Assenza di iscrizione al Registro Imprese |
| ODV | ❌ NO* | Assenza di iscrizione al Registro Imprese |
| ASD | ❌ NO* | Assenza di iscrizione al Registro Imprese |
| Fondazioni / enti non profit | ❌ NO* | Assenza di iscrizione al Registro Imprese |
*Salvo casi specifici di iscrizione al Registro Imprese
Come Verificare il Proprio Status
Per determinare se un ente è soggetto all’obbligo:
- Verificare l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio
- Analizzare la natura dell’attività per determinare se ha carattere imprenditoriale
- Controllare obblighi contrattuali derivanti da convenzioni con enti pubblici. In alcuni casi infatti potrebbe esserci l’obbligo di assicurazione in virtù di convenzioni specifiche con enti pubblici.
Determinare la classificazione dimensionale per identificare la scadenza. A seconda delle dimensioni economiche, patrimoniali e di risorse umane coinvolte per il 2025 sono state previste scadenze diverse entro cui ottemperare al nuovo obbligo.
Cosa è obbligatorio assicurare
La normativa definisce con precisione i beni soggetti a copertura obbligatoria, riferendosi all’articolo 2424 del Codice Civile (immobilizzazioni materiali). I beni devono essere utilizzati nell’attività dell’ente, indipendentemente dal titolo di possesso. Sono quindi da assicurare:
- Fabbricati
- Impianti e macchinari
- Attrezzature industriali e commerciali
- Terreni
Alcuni esempi dei beni da assicurare quando si parla di Terzo Settore: terreni dedicati a orti sociali e fattorie didattiche, sedi operative e amministrative, centri diurni e residenziali socio-sanitari, impianti sportivi e ricreativi, apparecchiature mediche e diagnostiche, etc.
Si sottolinea che l’ente deve assicurare tutti i beni impiegati nell’esercizio della propria attività sopra elencati anche se sugli stessi l’ente non ha il diritto di proprietà, con la sola esclusione dei beni già assistiti da analoga copertura assicurativa, anche se stipulata da soggetti diversi dal soggetto che impiega i beni. Si consiglia di prendere visione delle risposte alle domande frequenti messe a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Eventi e catastrofali coperti: sismi, alluvioni e frane
La normativa copre specificamente i danni strumentali e i danni economici causati dall’interruzione di attività nei seguenti casi:
- Sismi: terremoti di qualsiasi intensità che causano danni diretti alle strutture
- Alluvioni: allagamenti da precipitazioni intense che superano la capacità di assorbimento
- Inondazioni: fuoriuscita di acque da corsi d’acqua, laghi o bacini artificiali
- Esondazioni: tracimazione di corsi d’acqua dal loro alveo naturale
- Frane: movimenti di masse rocciose o terrose che causano danni alle strutture
Conseguenze dell'inadempimento: rischi per gli ETS
Il legislatore ha evitato sanzioni penali dirette, introducendo un sistema di esclusioni dall’accesso alle risorse pubbliche che per il Terzo Settore rappresenta spesso una conseguenza più grave di una sanzione pecuniaria. Oltre all’esclusione all’accesso a risorse pubbliche, in caso di inadempimento si è esclusi anche dagli aiuti pubblici post-emergenza.
L’inadempimento può comportare responsabilità patrimoniale per amministratori e rappresentanti legali:
- Violazione del dovere di diligente amministrazione
- Mancata protezione del patrimonio dell’ente
- Danni per interruzione dei servizi
Riferimenti di legge
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