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Il 5 per mille è una quota dell’IRPEF che lo Stato ripartisce su indicazione dei cittadini-contribuenti al momento della dichiarazione dei redditi e destinata alle organizzazioni non profit iscritte agli elenchi dell’Agenzia delle Entrate.

Che cos'è il 5 per mille?

Il 5 per mille (5×1000) è la quota di imposta sui redditi delle persone fisiche che il contribuente, secondo principi di sussidiarietà fiscale, può destinare agli enti non profit iscritti presso l’elenco dei beneficiari tenuto dall’Agenzia delle Entrate e alle iniziative sociali dei comuni. Il 5 per mille è stato introdotto con la finanziaria 2006 (art. 1, cc 337 – 340, L 266/05) poi confermato dalle successive leggi finanziarie e di bilancio dello Stato per essere poi definitivamente stabilizzato nel 2014 (art. 1, comma 154, L 190/14). Il 5 per mille è stato rinnovato con il decreto legislativo 111/2017 nell’ambito della Riforma del Terzo Settore, ma nei fatti le disposizioni lì contenute non sono ancora applicabili.

Quali sono gli ambiti del 5 per mille?

Gli ambiti del 5 per mille sono espressamente definiti dalla legge. Possono infatti beneficiare del 5 per mille gli enti non profit (oltre ad alcune amministrazioni pubbliche) le cui attività rientrano in ambiti definiti dalla legge e posti sotto la responsabilità di uno specifico ministero che definisce le regole di ammissione e il funzionamento per usufruire della misura; risultano beneficiari anche i Comuni, che però sono vincolati a destinare le risorse alle proprie attività sociali. È onere delle organizzazioni non profit informarsi per individuare l’ambito più adatto e quindi avviare il percorso di iscrizione.
Gli ambiti e le relative amministrazioni di competenza sono:

Ministero del lavoro e delle politiche sociali / Agenzia delle EntrateVolontariato e Onlus
Ministero dell’università, dell’istruzione e della ricercaRicerca scientifica e universitaria
Ministero della saluteRicerca sanitaria
CONI / Agenzia delle EntrateAssociazioni Sportive Dilettantistiche
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismoAttività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici
Ministero degli interniAttività sociali svolte dal comune di residenza
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mareEnti gestori delle aree protette
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Quali enti possono essere beneficiari del 5 per mille?

Possono beneficiare del 5 per mille gli enti non profit operativi negli ambiti previsti e, nello specifico:

  • Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di Promozione Sociale, Onlus (incluse le Cooperative Sociali), Fondazioni e Associazioni riconosciute che agiscono negli ambiti delle Onlus;
  • Enti di istruzione e ricerca;
  • Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, enti e istituzioni che svolgono attività di ricerca sanitaria con orientamento traslazionale;
  • Associazioni Sportive Dilettantistiche: ASD con riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI, affiliazione a una Federazione sportiva o a un ente sportivo nazionale o a una disciplina, che svolgono attività di avviamento sportivo per minori, anziani over 60 o persone svantaggiate;
  • Enti gestori aree protette;
  • Enti che realizzano attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.

E alcuni enti pubblici:

  • Comuni;
  • Istituti universitari e di ricerca;
  • Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e altri istituti sanitari pubblici con finalità di ricerca ad orientamento traslazionale;
  • Istituti controllati dal MIBACT e dotati di autonomia speciale.

Con la Riforma del Terzo Settore, il primo gruppo (ODV, APS, Onlus, incluse le Cooperative Sociali, Fondazioni e Associazioni riconosciute che agiscono negli ambiti delle Onlus) vedrà una sola categoria di beneficiari, gli Enti del Terzo Settore.

Come iscriversi alle liste del 5 per mille?

Gli enti devono iscriversi a seconda dell’ambito finanziato dal 5 per mille a cui fanno riferimento (Volontariato e Onlus; ricerca scientifica e universitaria; ricerca sanitaria; Associazioni Sportive Dilettantistiche; attività sociali del comune di residenza; attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici; enti gestori aree protette). Ogni ambito ha un proprio registro e un Ministero di competenza.

Quali obblighi di rendicontazione prevede il 5 per mille?

Tutte le organizzazioni beneficiarie, a prescindere dall’ambito di attività, hanno l’obbligo di rendicontazione. L’obbligo si considera assolto compilando un Rendiconto che descriva l’uso delle somme ricevute e una relazione illustrativa che approfondisca le attività svolte con le medesime. Tali documenti devono contenere anche indicazione dell’eventuale accantonamento della somma percepita o di una sua parte. L’obbligo è da assolversi entro un anno dall’incasso e nel mese successivo deve essere inviato via raccomandata A/R o PEC all’amministrazione erogatrice se beneficiari di almeno 20mila euro.

Come si assegna il 5 per mille?

Ogni contribuente può destinare e assegnare a una delle categorie di soggetti ammessi, lo 0,5 per cento dell’imposta netta (IRPEF) risultante dalla propria dichiarazione dei redditi:

  • firmando nel riquadro corrispondente, lasciando che lo Stato destini la somma secondo i propri criteri;
  • oppure scegliendo un’organizzazione, riportandone il Codice Fiscale nel riquadro.

Nota bene: per destinare il 5 per mille ad un Comune, il contribuente può scegliere solo il Comune in cui ha la residenza.

Come cambia il 5 per mille con la Riforma del Terzo Settore?

La Riforma del Terzo Settore, mediante il decreto legislativo 111/2017, introduce alcuni cambiamenti al 5 per mille, come:

  • l’ambito “Volontariato e Onlus” scomparirà all’entrata in vigore del Registro Unico Nazionale degli Enti del Terzo Settore: i contributi andranno agli enti iscritti ad esso;
  • obbligo di invio all’amministrazione competente indipendentemente dalla somma ricevuta;
  • obbligo di pubblicazione della rendicontazione;
  • uniformità dei criteri di accreditamento per gli enti.

Come sapere il valore del 5 per mille assegnato?

Per sapere il valore del 5 per mille assegnato ad ogni ente è necessario consultare le liste pubblicate annualmente dall’Agenzia delle Entrate: queste liste contengono l’elenco degli enti beneficiari del contributo e sono corredate da importo ottenuto e numero di scelte espresse, oltre che dall’importo proporzionale ripartito dallo Stato in base alle scelte espresse.

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