Volontariato di competenza: il valore condiviso tra impresa e Terzo settore

Il volontariato di competenza sta ridefinendo il modo in cui le imprese interpretano la responsabilità sociale d'impresa. Non si tratta solo di donare il proprio tempo, ma di condividere know-how, creare valore concreto e costruire relazioni durature tra aziende e organizzazioni non profit.

Volontariato di competenza: una leva strategica per il cambiamento sociale

In un’epoca in cui si ripensano modelli di business e strategie ESG, il volontariato di competenza emerge come una delle forme più mature di responsabilità sociale d’impresa. È un modello in cui il valore sociale o ambientale generato dalla persona – in questo caso il dipendente – non si misura solo in ore dedicate ad attività volontarie, ma nella capacità di costruire relazioni durature e trasformative tra imprese e organizzazioni non profit.

Questo tipo di volontariato:

  • mette al centro le competenze professionali dei dipendenti, offrendo un apporto concreto e strategico agli enti;
  • richiede progettualità, ascolto reciproco e alleanze fondate su obiettivi condivisi;
  • genera impatto sia per l’ente che per l’azienda, determinando un arricchimento di persone e processi.

Eppure, affinché questo potenziale si realizzi pienamente, è fondamentale osservare più da vicino i punti di vista di entrambe le parti coinvolte.

Volontariato di competenza: la prospettiva del Terzo settore

Nel capitolo “Il volontariato di competenza visto dal Terzo settore: aspetti positivi, problemi e proposte”, a cura di Mara Moioli e Italia non profit nell’ambito del Report “Riconoscere il volontariato di competenza” promosso da Fondazione Terzjus ETS, emergono elementi chiave sul valore e i limiti percepiti in questa forma di collaborazione.

Secondo i 39 enti coinvolti in questo percorso di approfondimento ci sono evidenti punti di forza nell’attivazione di una collaborazione virtuosa tra aziende e enti non profit.

  • Il 74% degli enti considera il volontariato di competenza una pratica da promuovere.
  • Le competenze più richieste si esprimono in: comunicazione, fundraising, digitalizzazione, formazione.
  • Le attività non si limitano al supporto operativo ma portano innovazione e know-how, spesso non accessibile con le sole risorse interne.

Tra le principali criticità e limiti sono state evidenziate:

  • La mancanza di tempo dedicato dai dipendenti e di policy aziendali strutturate limita l’efficacia delle esperienze.
  • Solo un’azienda su cinque accompagna l’iniziativa con un budget dedicato, rendendo difficile per gli enti garantire qualità e continuità.
  • Alcuni enti segnalano una mancanza di ascolto reale da parte dell’azienda rispetto alle proprie priorità e tempistiche.

Emergono esperienze di valore in cui il volontariato di competenza è inserito nei percorsi di carriera dei dipendenti, o è stato avviato grazie al coinvolgimento diretto dei top manager. In questi casi, i risultati sono significativi: progettualità continuative, forte legame con la causa sociale, impatti tangibili misurabili nel tempo.

Premio Volontari@work: un riconoscimento per le imprese che generano impatto

Il Premio Volontari@work, ideato da Fondazione Terzjus ETS e promosso da una rete di partner strategici tra cui Italia non profit, è oggi il primo ed unico riconoscimento nazionale dedicato al volontariato di competenza.

Giunto alla sua seconda edizione, il Premio mette in luce le sinergie tra il mondo delle imprese e del sociale dando visibilità e riconoscimento a esperienze virtuose di volontariato aziendale di competenza, capaci di generare valore per lavoratori, ETS, Onlus e comunità locali. Da quest’anno, infatti, hanno potuto candidarsi al Premio non solo Aziende ma anche Enti del terzo settore e Onlus.

Scopri le storie premiate dalla II Edizione del Premio Volontari@work premiate a Roma lo scorso 14 aprile.

Un ecosistema in evoluzione: Italia non profit e la cultura del volontariato aziendale

C’è un aspetto che spesso non si vede ma che fa la differenza nella qualità di una relazione tra azienda e ente non profit: la capacità di mettersi in ascolto e costruire progetti coerenti, realistici e trasformativi.

Nel tempo, Italia non profit ha contribuito a questo processo da più punti di vista: partecipando attivamente a ricerche, mappando il fenomeno su scala nazionale, accompagnando imprese e enti in percorsi congiunti, promuovendo occasioni di confronto come il Premio Volontari@work.

Attraverso questa esperienza, ci sono alcune condizioni da considerare che rendono il volontariato aziendale un’opportunità concreta per gli enti e per le aziende:

  • quando si supera la logica dell’evento spot e si investe in continuità;
  • quando l’incontro tra persone e mondi diversi è supportato dall’ascolto e da un’attenzione concreta ai contesti e alle relazioni;
  • quando si crea un campo di apprendimento reciproco, in cui chi offre e chi riceve crescono insieme.

Il volontariato di competenza, in questo senso, diventa un dispositivo generativo, capace di ridisegnare le relazioni tra impresa e società.

Conclusioni

Il volontariato di competenza è una delle risposte più concrete e innovative alla domanda crescente di valore condiviso tra profit e Terzo settore. È una pratica che, se ben orchestrata, unisce impatto sociale, crescita personale e sviluppo professionale.

Il futuro del volontariato aziendale sarà scritto da chi saprà cogliere questa opportunità non come un gesto occasionale, ma come una scelta strategica, capace di trasformare le organizzazioni e la comunità in cui operano.

Vuoi costruire un percorso di volontariato d’impresa o di competenza nella tua azienda? Entra in contatto con noi!

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