Guida alla Riforma del
Terzo settore

Scopri cosa sta cambiando.
Quale tema ti interessa?

La Riforma del Terzo settore è prossima all’approvazione: scopri tutto quello che c’è da sapere sulle novità, i cambiamenti e gli aspetti importanti che riguardano la vita del Settore.

Tutte le schede non contrassegnate dalla dicitura "già legge" sono attualmente in corso di esame. Verranno aggiornate ogni qualvolta procederanno all'interno dell'iter normativo.
Le bolle rappresentano le tematiche principali trattate dagli schemi di decreti legislativi.

Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Nuova procedure di acquisizione tramite notaio che verifica esistenza dei requisiti
  • Iscrizione nel Registro unico nazionale del Terzo settore
  • Patrimonio minimo per associazioni: 15.000 euro
  • Patrimonio minimo per fondazioni: 30.000 euro
  • Patrimonio possibile anche da beni diversi dal denaro

ENTRATA IN VIGORE

Giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Ampliamento dei campi di attività (inclusione di: microcredito, housing sociale, commercio equo e solidale, agricoltura sociale)
  • Defiscalizzazione degli utili interamente reinvestiti nell'attività
  • Divieto di superamento del rapporto 1:8 della differenza retributiva tra dipendenti (RAL: Retribuzione Annua Lorda)
  • Il numero di volontari non può superare quello di lavoratori
  • Obbligo di deposito presso il registro delle imprese e di pubblicazione sul proprio sito del bilancio sociale, redatto secondo le linee guida del Ministero
  • Seppure in forma limitata, possibilità di ripartire gli utili e gli avanzi di gestione (max 50% annuo)
  • Introduzione di agevolazioni fiscali per chi investe nel capitale sociale:
  • - detrazione IRPEF del 30% sulle somme investite dai privati (fino ad 1 milione di euro)
  • - deduzione IRES del 30% sulle somme investite da imprese (fino ad 1,8 milioni di euro)

ENTRATA IN VIGORE

Giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Istituzione del Registro unico nazionale del Terzo Settore gestito su base territoriale e con modalità informatiche da ciascuna Regione e Provincia autonoma
  • Il Registro unico è pubblico ed è reso accessibile a tutti in modalità telematica
  • Il Registro unico riunisce gli attuali oltre 300 registri, albi, anagrafi degli enti non profit ad oggi esistenti
  • Il Registro unico comprende per distinte sezioni i seguenti soggetti: Organizzazioni di volontariato (ODV), Associazioni di promozione sociale (APS), enti filantropici, Imprese sociali comprese le cooperative sociali, reti associative, società di mutuo soccorso e altri enti del Terzo settore
  • L'iscrizione al Registro è obbligatoria per usufruire delle agevolazioni fiscali
  • Il rappresentante legale dell'ente presenta la richiesta di iscrizione indicando alcune informazioni minime (indicate all'interno del decreto)
  • Gli uffici del Registro unico chiedono integrazioni documentali agli enti iscritti
  • L'ente si intende automaticamente iscritto decorsi 60 giorni dalla presentazione della domanda
  • I rendiconti e i bilanci devono essere depositati entro 30 giorni dalla loro approvazione o dal termine del periodo di riferimento all'interno del Registro

ENTRATA IN VIGORE

Entro un anno dalla pubblicazione del decreto legislativo procedure di iscrizione emanate con decreto del Ministero del Lavoro Entro 180 giorni dal decreto ministeriale, leggi regionali e delle Province autonome per stabilire i procedimenti per l'emanazione dei provvedimenti di iscrizione e cancellazione Entro 6 mesi dalla predisposizione della struttura informatica il Registro sarà operativo
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Definizione giuridica della raccolta fondi: per raccolta fondi si intende il complesso delle attività ed iniziative poste in essere da un ente del Terzo settore al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale, anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva
  • Gli enti possono realizzare attività di raccolta fondi anche in forma organizzata e continuativa
  • La raccolta fondi può essere realizzata anche mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore

ENTRATA IN VIGORE

Giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Il profilo fiscale delle Onlus viene soppresso
  • Le Onlus esistenti non sono iscritte automaticamente nel Registro unico
  • Le norme che si riferiscono alle Onlus sono applicabili agli Enti del Terzo settore

ENTRATA IN VIGORE

Abrogazione norme Onlus a partire dal periodo successivo all'autorizzazione della Commissione europea
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Credito d'imposta per persone fisiche e aziende per recupero da parte di enti del Terzo settore non commerciali di immobili pubblici inutilizzati e beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata. Il credito d'imposta è al 65% delle erogazioni liberali effettuate da persone fisiche e al 50% per le erogazioni effettuate da soggetti IRES.
  • Obbligo di rendicontazione e di aggiornamento dello stato di avanzamento degli interventi sui beni.

ENTRATA IN VIGORE

A partire dal 1 gennaio 2018 e successivamente a decreto che individua modalità di attuazione delle agevolazioni
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Sono enti del Terzo settore le seguenti organizzazioni alle condizioni dettate dal decreto legislativo concernente il Codice degli enti del Terzo settore: associazione (riconosciuta); associazione non riconosciuta (ente privato senza personalità giuridica); associazione di promozione sociale; organizzazioni di volontariato; cooperativa sociale; consorzio di cooperative sociali; impresa sociale; fondazione; fondazione bancaria; ente ecclesiastico per la parte rispondente alle finalità sociali; società di mutuo soccorso; reti associative; enti filantropici
  • Elencazione delle attività di interesse generale
  • Possibilità per gli enti di realizzare attività diverse purché secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generali
  • Per gli enti associativi: ridefinizione di governo e poteri di assemblea, carattere aperto delle associazioni, organi di controllo commisurati a patrimonio, entrate e dipendenti

ENTRATA IN VIGORE

Giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo Per attività diverse, emanazione di apposito decreto ministeriale
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Definizione delle attività non commerciali degli Enti del Terzo settore e delle condizioni di non commercialità
  • Differenti e aggiuntive ipotesi di non commercialità per ODV e APS
  • Per le attività commerciali, definizione di regimi forfetari per imposte dirette
  • Altri regimi forfetari per imposte dirette per ODV e APS
  • Previsioni di esenzioni o riduzioni d'imposta per tributi locali e imposte indirette
  • Scritture contabili

ENTRATA IN VIGORE

Regimi forfetari di determinazione d'imposta a partire dal periodo successivo all'autorizzazione della Commissione europea Altra fiscalità a partire dal 1 gennaio 2018
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Riforma del 5 per mille
  • Finalità: sostenere gli enti iscritti nel Registro unico, finanziare la ricerca scientifica e delle università, finanziare la ricerca sanitaria, sostenere le attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente, sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche (riconosciute dal CONI)
  • Nuove modalità di riparto delle scelte non espresse e dell'importo minimo erogabile
  • Erogazione del 5 per mille entro la fine del secondo anno successivo a quello di impegno
  • Divieto di utilizzo delle somme erogate per spese di pubblicità connesse a campagne per il 5 per mille
  • Obbligo di redigere un apposito rendiconto accompagnato da relazione illustrativa che descrivano la destinazioni e l'utilizzo delle somme ricevute; obbligo di pubblicazione sul proprio sito web delle stesse informazioni. La violazione di tali obblighi comporta una sanzione amministrativa

ENTRATA IN VIGORE

All'emanazione del DPCM da adottare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo Ai soggetti iscritti nel Registro unico le norme si applicano a decorrere l'anno successivo a quello di operatività del Registro
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Definizione giuridica della figura del volontario valida per tutti gli enti del Terzo settore: al fine del Codice unico il volontario è la persona che svolge attività in favore del bene comune e della comunità, per il tramite di un ente del Terzo settore, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per finalità di solidarietà
  • Gratuità della attività di volontariato
  • Possibilità di rimborso forfetario a fronte di autocertificazione per massimo di 10 € al giorno fino a 150 € al mese
  • Assicurazione obbligatoria
  • Promozione della cultura del volontariato e crediti formativi

ENTRATA IN VIGORE

Giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Divieto di corresponsione di retribuzioni ai lavoratori subordinati o autonomi superiori del 20% rispetto a quanto previsto dai CCNL
  • Divieto di superamento del rapporto 1:6 della differenza retributiva (RAL: Retribuzione Annua Lorda) tra dipendenti
  • Limiti al numero dei lavoratori (sul totale dei volontari) per ODV e APS

ENTRATA IN VIGORE

Giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 19 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Definizione della finalità della Fondazione: sostenere, mediante l'apporto di risorse finanziarie e di competenze gestionali, la realizzazione e lo sviluppo di interventi innovativi da parte di enti del Terzo settore, caratterizzati dalla produzione di beni e servizi con un elevato impatto sociale e occupazionale e rivolti, in particolare, ai territori e ai soggetti maggiormente svantaggiati
  • Approvazione dello Statuto della Fondazione Italia sociale declinato in tutti i suoi articoli all'interno del decreto legislativo (patrimonio, vigilanza, partecipanti, organi, bilanci)

ENTRATA IN VIGORE

Il Consiglio dei Ministri del 19 maggio 2017 ha approvato in via definitiva lo statuto della Fondazione. L'entrata in vigore sarà successiva all'emanazione del DPR (Decreto del Presidente della Repubblica)
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Obbligo di redazione del bilancio per tutti gli enti del Terzo settore
  • Sotto i 220.000 euro ricavi o rendite all'anno obbligo assolto anche con rendiconto di cassa
  • Gli Enti con ricavi o rendite > 1 milione di euro hanno l'obbligo di redigere il bilancio sociale, di pubblicarlo sul proprio sito e di depositarlo presso il Registro unico
  • Gli schemi di bilancio e di bilancio sociale da utilizzare sono definiti da Ministero Lavoro e politiche sociali
  • Enti con entrate o ricavi > 50mila euro: obbligo di pubblicazione emolumenti per componenti CDA, dirigenti o associati

ENTRATA IN VIGORE

Giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo Ministero del Lavoro e Politiche sociali predispone le linee guida del Bilancio sociale e della valutazione dell'impatto sociale senza vincoli temporali
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 18 aprile 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Finalità del servizio civile universale: difesa non armata e non violenta della Patria, educazione, pace tra i popoli e la promozione dei valori fondativi della Repubblica
  • Indicazione dei settori del servizio civile universale
  • Definizione di ente del servizio civile universale
  • Previsione di un Fondo nazionale per il servizio civile
  • Organizzazione: il servizio civile universale viene programmato attraverso un Piano triennale suddiviso in Piani annuali predisposti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri
  • Gli enti del servizio civile universale selezionano, gestiscono amministrativamente e formano gli operatori volontari impegnati nel servizio civile universale e possono costruire reti con altri soggetti pubblici e privati, per garantire una maggiore efficacia ed efficienza dei programmi di intervento
  • Possono diventare operatori volontari del servizio civile universale: i cittadini italiani, i cittadini di Paesi appartenenti all'Unione Europea, gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia che, alla data di presentazione della domanda, abbiano un'età tra i 18 e i 28 anni, senza distinzioni di sesso e selezionati tramite bando pubblico
  • L'operatore volontario ha un contratto con la Presidenza del Consiglio dei ministri. Il contrattto non è assimilabile ad alcuna forma di rapporto di lavoro di natura subordinata o parasubordinata e non comporta la cancellazione dalle liste di collocamento o dalle liste di mobilità. La durata, l'impegno orario e il compenso sono definiti all'interno della legge
  • Lo svolgimento del servizio civile universale può comportare il riconoscimento di crediti formativi da parte delle Università

ENTRATA IN VIGORE

Decreto entrato in vigore lo scorso 18 aprile 2017
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Possono essere accreditati come Centri servizi per il volontariato (CSV) gli enti costituiti in forma di associazione riconosciuta del Terzo settore, le organizzazioni di volontariato e altri enti (esclusi quelli costituiti in una delle forme del libro V c.c.), il cui statuto preveda le caratteristiche indicate dall'art. 61
  • Al fine di assicurare il finanziamento stabile dei CSV è istituito il FUN (Fondo Unico Nazionale). Le fondazioni di origine bancaria (FOB) possono integrare il finanziamento con ulteriori versamenti usufruendo di un credito di imposta
  • Nuova governance dei CSV
  • Definizione dei compiti
  • Territorialità e risorse ridefinite da Organismo nazionale di controllo (ONC)
  • Estinzione dei Comitati di Gestione (Co.Ge.) sostituiti da Organismi territoriali di controllo (OTC) dipendenti da ONC

ENTRATA IN VIGORE

A partire dal 1 gennaio 2018 Co.Ge. sciolti dalla data di costituzione degli OTC
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Gli Istituti di credito sono autorizzati ad emettere i titoli di solidarietà
  • I titoli possono essere obbligazioni e altri titoli di debito non subordinati, non convertibili e non scambiabili, e certificati di deposito
  • Scadenza per le obbligazioni e altri titoli di debito non inferiore a 36 mesi ed interessi almeno annuali pari al maggiore tra il tasso rendimento lordo annuo di obbligazioni dell’emittente, e il tasso di rendimento lordo annuo dei titoli di Stato
  • Scadenza per i certificati di deposito non inferiore a 12 mesi ed interessi almeno annuali pari al maggiore tra il tasso rendimento lordo annuo di certificati dell’emittente, e il tasso di rendimento lordo annuo dei titoli di Stato
  • Gli emittenti possono erogare, a titolo di liberalità, almeno lo 0,6% dell’ammontare nominale collocato
  • Gli emittenti devono destinare una somma pari all'intera raccolta effettuata attraverso l'emissione dei titoli, al netto dell'eventuale erogazione liberale agli enti di Terzo settore per le iniziative previste dal decreto legislativo
  • Il rispetto dei due requisti sopra indicati da diritto:
  • 1) per gli istituti di credito la possibilità di beneficiare di un credito di imposta pari al 50% delle somme erogate a titolo di liberalità;
  • 2) equiparazione per i titoli di solidarietà dell'aliquota prevista per i titoli di stato

ENTRATA IN VIGORE

A partire da decreto del Ministero dell'economia e delle finanze Credito d’imposta efficace a partire dall’autorizzazione della Commissione Europea
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Le reti associative sono enti del Terzo settore composte da almeno 500 enti (associati anche in forma indiretta) o 100 fondazioni con sedi in almeno 5 regioni o province autonome
  • Svolgono attività di coordinamento, tutela, rappresentanza, promozione o supporto degli enti del Terzo settore
  • Monitorano l'attività degli enti ad esse associati e devono predisporre una relazione annuale al Consiglio nazionale del Terzo settore
  • Promuovono e sviluppano le attività di controllo nei confronti degli enti associati
  • 12 rappresentanti siedono nel Consiglio nazionale del Terzo settore

ENTRATA IN VIGORE

Giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Le associazioni di promozione sociale sono costituite da un numero non inferiore di nove persone fisiche o 5 associazioni di promozione sociale
  • Associazioni costituite per lo svolgimento di attività a favore di propri associati o di terzi
  • Il numero dei lavoratori (dipendenti o autonomi) non può essere superiore al 20% del numero dei volontari o al 5% del numero degli associati
  • I registri attuali confluiranno nel Registro unico degli enti del Terzo settore
  • Vengono confermati i casi di esclusione dall'IRES ad oggi vigenti con alcune modifiche per le APS di cui alla L 287/91
  • Calcolo forfetario delle imposte per le attività commerciali
  • Confermati i fondi del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

ENTRATA IN VIGORE

Legge attuale in vigore fino all'operatività del Registro unico Regime forfetario a partire dal periodo di imposta successivo all'autorizzazione della Commissione europea Altra fiscalità a partire dal 1 gennaio 2018
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Agevolazioni fiscali per le persone fisiche: donazioni in denaro e natura detraibili al 30% fino ad un massimo di € 30.000 per ciascun periodo di imposta. In caso di donazioni in favore delle Organizzazioni di volontariato (ODV) l'aliquota sale al 35%
  • Agevolazioni fiscali per le aziende e enti: donazioni in denaro e natura deducibili fino al 10% del reddito complessivo dichiarato e rimozione del limite imposto dalla normativa precedente (70.000 euro/annui)
  • Derrate alimentari, prodotti farmaceutici e altri prodotti da individuare con successivo decreto non si considerano ricavi se ceduti a enti del Terzo settore
  • Altri beni non di lusso non si considerano ricavi se ceduti a enti del Terzo settore entro il limite del 5% del reddito d'impresa dichiarato

ENTRATA IN VIGORE

A partire dal 1 gennaio 2018
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Il Fondo per il finanziamento sostiene lo svolgimento di attività di interesse generale anche attraverso reti associative per progetti di ODV (organizzazioni di volontariato), APS (associazioni di promozione sociale) e fondazioni iscritti al Registro unico del Terzo settore
  • Obiettivi, aree di intervento, e linee di attività finanziabili definite dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali

ENTRATA IN VIGORE

Giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo
Ultimo passaggio avvenuto nell'iter normativo: 22 maggio 2017

PUNTI PRINCIPALI

  • Le amministrazioni pubbliche (PA) coinvolgono enti del Terzo settore nella programmazione e progettazione dei servizi aventi oggetto le attività di interesse generale (art 5)
  • Le convenzioni tra PA e ODV (organizzazioni di volontariato) e APS (associazioni di promozione sociale) sono possibili solo se queste ultime sono iscritte da almeno 6 mesi nel Registro unico; le convenzioni possono coprire unicamente i costi del servizio effettivamente sostenuti e documentati
  • Le convenzioni devono seguire il contenuto obbligatorio previsto nell'art.56
  • Il Trasporto sanitario di emergenza e urgenza può essere affidato in via prioritaria alle ODV (organizzazioni di volontariato) nel caso in cui detto affidamento garantisca l'espletamento dei servizio di interesse generale in condizioni di efficienza economica e adeguatezza

ENTRATA IN VIGORE

Giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo

RIFORMA
DEL TERZO SETTORE:
LA LEGGE DELEGA













COSA DICE LA NORMA
Finalità della Riforma, tempistiche e definizione di Terzo settore
SU CHI IMPATTA LA RIFORMA
Enti del Terzo settore e società civile
QUALI NOVITÀ
QUALI SONO LE FINALITÀ E LE LINEE GENERALI DELLA RIFORMA DEL TERZO SETTORE?

Sostenere la autonoma iniziativa dei cittadini che concorrono, anche in forma associata, a perseguire il bene comune e ad elevare i livelli di coesione e protezione sociale favorendo l'inclusione e il pieno sviluppo della persona.

QUALI SONO I TEMPI DELLA RIFORMA?

Il Governo ha tempo 12 mesi (a partire dal 03 luglio 2016) per emanare i decreti legislativi relativi ai temi della legge.

IMPORTANTE! VIENE DATA UNA DEFINIZIONE DI TERZO SETTORE

Terzo settore: complesso degli enti privati costituiti con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale che, senza scopo di lucro, promuovono e realizzano attività d'interesse generale, mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi, in coerenza con le finalità stabilite nei rispettivi statuti o atti costitutivi. Non fanno parte del Terzo settore le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali di categorie economiche. Le disposizioni della legge delega e dei successivi decreti legislativi non si applicano alle fondazioni bancarie.

PROSSIMI STEP
Dall'articolo 1 non derivano decreti legislativi, ma è importante perchè definisce gli enti del Terzo settore
COSA DICE LA NORMA
I decreti legislativi dovranno seguire i principi e criteri direttivi previsti all'interno della legge delega
SU CHI IMPATTA LA RIFORMA
Tutti i soggetti coinvolti all'interno della Riforma
QUALI NOVITÀ
TUTTI I DECRETI LEGISLATIVI DOVRANNO:
  • Riconoscere, favorire e garantire il più ampio diritto di associazione;
  • Favorire l'iniziativa economica privata che può concorrere ad elevare i livelli di tutela dei diritti civili e sociali;
  • Assicurare l'autonomia statutaria degli enti;
  • Semplificare la normativa vigente.
PROSSIMI STEP
Tutti i decreti che verranno emanati devono seguire questi principi e criteri direttivi!
COSA DICE LA NORMA
I decreti legislativi dovranno intervenire su: personalità giuridica, diritti degli associati, attività di impresa, trasformazioni e fusioni, trasparenza
SU CHI IMPATTA LA RIFORMA
Associazioni, fondazioni, amministratori, associati, donatori
QUALI NOVITÀ
su PERSONALITÀ GIURIDICA i decreti dovranno:
  • semplificare il procedimento di acquisizione della personalità giuridica;
  • disciplinare il regime di responsabilità limitata degli enti riconosciuti come persone giuridiche e la responsabilità dei loro amministratori.
sui DIRITTI DEGLI ASSOCIATI i decreti dovranno:
  • assicurare il rispetto dei diritti degli associati, con particolare riguardo ai diritti di informazione, partecipazione e impugnazione delle delibere.
sull'ATTIVITÀ DI IMPRESA i decreti dovranno:
  • prevedere l'applicazione delle norme civilistiche sull'impresa.
su TRASFORMAZIONI E FUSIONI i decreti dovranno:
  • disciplinare le procedure per la trasformazione da associazione e fondazione e viceversa oltre alle ipotesi di fusione tra enti.
su TRASPARENZA i decreti dovranno:
  • prevedere obblighi di trasparenza e di informazione, anche verso i terzi, attraverso forme di pubblicità dei bilanci e degli altri atti fondamentali dell'ente anche mediante la pubblicazione nel suo sito internet istituzionale
PROSSIMI STEP
Schema di decreto trasmesso alle Camere. Il Consiglio dei Ministri, sentite le commissioni parlamentari competenti, avrà poi tempo fino a fine giugno per emanare il testo definitivo del decreto o dei decreti.
COSA DICE LA NORMA
I decreti legislativi dovranno fornire indicazioni, definizioni e garanzie su diverse tematiche: trasparenza, Registro unico, condizioni lavorative, tipologie di enti non profit
SU CHI IMPATTA LA RIFORMA
Enti del Terzo settore, lavoratori, organi interni, donatori, reti associative di secondo livello, pubblica amministrazione
QUALI NOVITÀ
NUOVE DEFINIZIONI su:
  • attività di interesse generale che caratterizzano gli enti del terzo settore
  • diverse tipologie di enti.
NUOVE INDICAZIONI su:
  • controllo, governance e organizzazione degli enti
  • obblighi di controllo interno, di rendicontazione, di trasparenza e d’informazione nei confronti degli associati, dei lavoratori e dei terzi
  • distinzioni a livello contabile delle attività principali rispetto a quelle realizzate in forma d'impresa.
NUOVI DIVIETI su:
  • distribuzione anche indiretta degli utili, fatta eccezione per le imprese sociali
NUOVE GARANZIE su:
  • previsione per i lavoratori - in caso di appalti pubblici - di condizioni non inferiori rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi nazionali
  • finalità perseguite, per la previsione di uno specifico controllo periodico;
  • principio di proporzionalità dei compensi all'interno dei singoli enti e pubblicità degli stessi relativamente alle figure apicali.
NUOVI RICONOSCIMENTI PER IL TERZO SETTORE GRAZIE a:
  • il Registro Unico nazionale del Terzo settore che unifica gli attuali registri, albi e anagrafi, favorendo anche con modalità telematiche la piena conoscibilità degli enti in tutto il territorio nazionale;
  • coinvolgimento degli enti nella programmazione pubblica anche locale degli interventi in diversi settori;
  • inclusione delle reti associative di secondo livello;
Il coordinamento delle politiche a favore degli enti è posto in capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
PROSSIMI STEP
Schema di decreto trasmesso alle Camere. Il Consiglio dei Ministri, sentite le commissioni parlamentari competenti, avrà poi tempo fino a fine giugno per emanare il testo definitivo del decreto o dei decreti
COSA DICE LA NORMA
I decreti legislativi dovranno apportare modifiche nella gestione dei CSV (Centri Servizi per il Volontariato) e del volontariato
SU CHI IMPATTA LA RIFORMA
Organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, centri di servizio per il volontariato, volontari
QUALI NOVITÀ
GLI ORGANISMI:
  • istituzione di organismi regionali e sovra regionali per il controllo e la programmazione dei centri di servizio per il volontariato che ne stabiliscono il numero sul territorio, il finanziamento e verificano periodicamente il mantenimento dei requisiti e dei risultati raggiunti
  • istituzione del Consiglio Nazionale del Terzo settore come organismo di consultazione
NUOVE DISPOSIZIONI PER I CENTRI DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO, CHE:
  • possono essere costituiti e gestiti anche da altri enti del Terzo settore oltre che dalle organizzazioni di volontariato
  • hanno divieto di erogazione diretta e devono prevedere forme di incompatibilità per le figure apicali
  • vedono l'introduzione nella compagine di altri enti del terzo settore oltre che dalle organizzazioni di volontariato, con attribuzione della maggioranza a queste ultime.
Inoltre, si confermano le attività già previste per questi Centri (supporto anche tecnico, formazione ed informazione) ed il loro finanziamento con le risorse previste dalla normativa attuale.
MA ANCHE...
  • armonizzazione e coordinamento delle norme relative al volontariato e alla promozione sociale;
  • definizione del rimborso spese per i volontari preservando l'attività gratuita resa da questi;
  • promozione della cultura del volontariato
  • nuovo regime transitorio delle società operaie di mutuo soccorso;
PROSSIMI STEP
Schema di decreto trasmesso alle Camere. Il Consiglio dei Ministri, sentite le commissioni parlamentari competenti, avrà poi tempo fino a fine giugno per emanare il testo definitivo del decreto o dei decreti .
COSA DICE LA NORMA
Definizione e rinnovamento dell'impresa sociale
SU CHI IMPATTA LA RIFORMA
Imprese sociali, cooperative sociali, Onlus
QUALI NOVITÀ
IMPORTANTE, NUOVA DEFINIZIONE DELL'IMPRESA SOCIALE!
Impresa sociale: organizzazione privata che svolge attività d'impresa per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e destina i propri utili prioritariamente al conseguimento dell'oggetto sociale, adotta modalità di gestione responsabili e trasparenti, favorisce il più ampio coinvolgimento dei dipendenti, degli utenti e di tutti i soggetti interessati alle sue attività e quindi rientra a pieno titolo nel complesso degli enti del Terzo settore.
QUINDI, I DECRETI LEGISLATIVI dovranno:
  • definire i settori di intervento nei quali potrà operare l'impresa sociale
  • introdurre la possibilità di divisione di utili (forme di remunerazione del capitale sociale), entro certi limiti
  • obbligare le imprese sociali a redigere il bilancio
  • prevedere specifici obblighi di trasparenza e di limiti in materia di remunerazione delle cariche sociali e di retribuzione dei dirigenti;
  • istituire la nomina di sindaci con funzioni di vigilanza, in base a principi di terzietà
  • coordinare la normativa, per renderla compatibile a quella sulle Onlus
  • ridefinire le categorie di lavoratori svantaggiati tenendo conto delle nuove forme di esclusione sociale
Questo articolo sancisce che le cooperative sociali e i loro consorzi saranno di diritto imprese sociali.
PROSSIMI STEP
Schema di decreto trasmesso alle Camere. Il Consiglio dei Ministri, sentite le commissioni parlamentari competenti, avrà poi tempo fino a fine giugno per emanare il testo definitivo del decreto o dei decreti
COSA DICE LA NORMA
Il ruolo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, come organo di vigilanza, monitoraggio e controllo
SU CHI IMPATTA LA RIFORMA
Enti del Terzo settore incluse le imprese sociali, organizzazioni di volontariato e di protezione civile, centri di servizio per il volontariato (CSV), Associazioni di II livello
QUALI NOVITÀ
QUALI ORGANI PREPOSTI ALLA VIGILANZA E AL CONTROLLO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE?
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in collaborazione con i Ministeri interessati e con l'Agenzia delle entrate, e con il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri (per quanto concerne le organizzazioni di volontariato di protezione civile).
COSA FA, INOLTRE, IL MINISTERO DEL LAVORO?
Invidua e adotta forme, adeguate ed efficaci, di autocontrollo degli Enti del Terzo settore(in particolare per gli enti di piccole dimensioni) al fine di garantire la più ampia trasparenza e conoscibilità delle attività svolte dagli enti (coinvolgendo le associaizoni di II livello e i centri di servizi per il volontariato)
N.B. IMPATTO SOCIALE
Per valutazione dell'impatto sociale si intende la valutazione qualitativa e quantitativa, sul breve, medio e lungo periodo, degli effetti delle attività svolte sulla comunità di riferimento rispetto all'obiettivo individuato. (La valutazione è in capo alle amministrazioni competenti)
PROSSIMI STEP
Ministero del Lavoro e politiche sociali predispone le linee guida per la stesura del bilancio sociale e la misurazione dell'impatto sociale
COSA DICE LA NORMA
Il servizio civile diventa universale e vengono stebiiti tempi e modi di funzionamento
SU CHI IMPATTA LA RIFORMA
Enti iscritti all'albo di servizio civile universale, giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni
QUALI NOVITÀ
UN NUOVO SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE...
finalizzato alla difesa non armata della patria, e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica
COME SI ACCEDE?
Per bando pubblico con procedure di selezione e avvio dei giovani improntate a principi di semplificazione, trasparenza e non discriminazione.
CHI PUÒ ACCEDERVI?
Il servizio civile universale sarà dedicato ai giovani italiani e stranieri regolarmente soggiornanti di età compresa tra 18 e i 28 anni.
CHE RAPPORTO TRA I GIOVANI E LO STATO?
Verrà definito uno stato giuridico per lo specifico rapporto, non assimilabile al rapporto di lavoro, con previsione dell'esclusione da ogni imposizione tributaria di tale prestazione.
QUANTO DURA?
Sarà previsto un limite di durata del servizio, non inferiore a otto mesi complessivi e comunque non superiore ad un anno, che contemperi le finalità dello stesso con le esigenze di vita e di lavoro dei giovani coinvolti ed il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze acquisite dai giovani durante l'espletamento del servizio civile, nei percorsi di istruzione e in ambito lavorativo.
ALTRO?
Verranno definiti i criteri e le modalità di semplificazione e di trasparenza delle procedure di gestione e di valutazione dell'attività svolta dagli enti di servizio civile universale, anche con riferimento ai contributi finanziari erogati dalle competenti strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri in relazione all'attuazione dei progetti di servizio civile universale, a carico del Fondo nazionale per il servizio civile.
PROSSIMI STEP
Operazione conclusa! Emanato il decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40 recante “Istituzione e disciplina del servizio civile universale, a norma dell'articolo 8 della legge 6 giugno 2016, n. 106”.Il decreto legislativo è entrato in vigore il 18 aprile 2017*
COSA DICE LA NORMA
Riordino e armonizzazione della disciplina tributaria e delle diverse forme di fiscalità
SU CHI IMPATTA LA RIFORMA
Enti non commerciali, enti del terzo settore incluse le imprese sociali, fondazioni, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, donatori
QUALI NOVITÀ
UNA IMPORTANTE REVISIONE CHE SI PROPONE DI:
  • riformulare il profilo fiscale di ente non commerciale per gli Enti del Terzo settore;
  • razionalizzare le oltre 30 previsioni di deduzioni e detrazioni attualmente in vigore;
  • revisionare il 5 per mille e le modalità di rendicontazione con un sistema improntato alla massima trasparenza;
  • realizzare una nuova fiscalità complessiva per le attività degli enti del terzo settore;
  • consentire l'accesso per le imprese sociali a raccolte di capitali attraverso portali telematici e introduzione di agevolazioni per gli investimenti di capitale;
  • istituire nuovo fondo per fondazioni, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale;
  • diffondere i titoli di solidarietà e altre forme di finanza sociale;
  • promuovere l'assegnazione agli enti di immobili pubblici inutilizzati e confiscati alla criminalità organizzata;
  • agevolare il trasferimento di beni patrimoniali agli enti di terzo settore;
  • revisionare il regime fiscale delle onlus.
PROSSIMI STEP
Schema di decreto trasmesso alle Camere. Il Consiglio dei Ministri, sentite le commissioni parlamentari competenti, avrà poi tempo fino a fine giugno per emanare il testo definitivo del decreto o dei decreti
COSA DICE LA NORMA
Istituzione di un nuovo organismo: la Fondazione Italia Sociale
SU CHI IMPATTA LA RIFORMA
Enti del Terzo settore, società civile
QUALI NOVITÀ
La legge delega istitusce la "Fondazione Italia sociale", fondazione di natura privata che sostiene la realizzazione e lo sviluppo di iniziative innovative degli Enti del Terzo settore, iniziative che prevedano produzione di beni e servizi con un elevato impatto sociale e occupazionale e rivolti, in particolare, ai territori e ai soggetti maggiormente svantaggiati.
PROSSIMI STEP
Con Decreto del Presidente della Repubblica (DPR), lo Statuto della Fondazione Italia sociale è stato emanato in prima battuta dal Consiglio dei Ministri e approvvato con osservazioni dalle Commissioni Parlamanetari competenti. Senza obblighi temporali il Consiglio dei Ministri dovrà emanare il DPR in via definitiva.
COSA DICE LA NORMA
Disposizioni di copertura finanziaria
SU CHI IMPATTA LA RIFORMA
Enti del Terzo settore
QUALI NOVITÀ
La legge delega istituisce un Fondo destinato a sostenere lo svolgimento delle attività di interesse generale proprie degli Enti del Terzo settore. Le modalità di funzionamento dovranno essere disciplinate anche attraverso forme di consultazione del Consiglio nazionale del Terzo settore.
PROSSIMI STEP
Operazione conclusa! Emanato il decreto legislativo 14 febbraio 2017 "Condizioni e modalità per l'accesso da parte delle imprese operanti nell'ambito dell'economia sociale ai finanziamenti agevolati concessi a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca"
COSA DICE LA NORMA
Relazione alle Camere annuale da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali
SU CHI IMPATTA LA RIFORMA
Enti del Terzo settore, società civile
QUALI NOVITÀ
Entro il 30 giugno di ogni anno il Ministero del lavoro e delle politiche sociali trasmette alle Camere una relazione sull'attività di vigilanza, monitoraggio e controllo sugli enti del Terzo settore, nonché sull'attuazione della riorganizzazione del sistema di registrazione degli enti e di tutti gli atti di gestione rilevanti.