Riforma in Movimento: intervista a Gianluca Abbate

giovedì, 4 Febbraio 2021

All’interno del progetto di ricerca "Riforma in Movimento" si vuole andare a creare un dialogo con le istituzioni, per accompagnare la Riforma del Terzo Settore nella sua crescita il più possibile positiva e adeguata alle necessità del Settore. Abbiamo intervistato il Dott. Gianluca Abbate, Presidente della Commissione Terzo Settore e Consigliere Nazionale del Notariato con delega al Terzo Settore, per ascoltare la posizione dei notai, che da sempre accompagnano gli Enti nel loro percorso di adeguamento.

Per iniziare, cosa ne pensa in generale delle Riforma?

Il mio giudizio sulla Riforma del Terzo Settore è globalmente positivo. Finalmente si è introdotta una disciplina unitaria con riguardo alla vita e all’operatività di quelli che gergalmente sono individuati come enti non profit, e che costituiscono o una realtà innegabile della nostra società, oltre ad influire con la loro attività sul PIL del nostro Paese. Fino al d.lgs. 117/2017, adottato in attuazione della legge delega 106/2016, mancava una disciplina unitaria degli enti senza scopo di lucro che andasse oltre quanto previsto dal libro primo del Codice Civile. Gli impianti normativi preesistenti in materia avevano natura prettamente settoriale. Ad esempio, il d.lgs 460/1997 individuava e disciplinava le Onlus principalmente come una categoria fiscale, e non dal punto di vista civilistico.Lo stesso vale per la legge quadro sul volontariato n. 266/1991 e per la legge n. 383/2000 sulle Associazioni di Promozione Sociale. 

 

Qual è, a suo avviso, l’elemento più innovativo/promettente della nuova legislazione del Terzo Settore (Codice del Terzo Settore, Impresa Sociale, 5×1000, Servizio Civile Universale)?

Elemento assolutamente innovativo è l’istituzione del RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), strutturato ontologicamente sulla falsariga del Registro delle Imprese, con riferimento alla natura costitutiva della pubblicità derivante dalla relativa  iscrizione. Il decreto istitutivo varato nello scorso autunno, e che dovrebbe diventare operativo nell’aprile 2021, segna la nascita del registro unico per gli Enti del Terzo Settore, con o senza personalità giuridica e rappresenta un approdo di fondamentale importanza per dare omogeneità a una materia rimasta fino ad ora troppo “disarticolata”. Un secondo aspetto innovativo è rappresentato dalla previsione del sistema normativo per il riconoscimento della personalità giuridica degli Enti del Terzo Settore rispetto al regime concessorio finora vigente. Viene infatti innovata la disciplina del dpr 361/2000 caratterizzato da un’eccessiva  discrezionalità attribuita a prefetture, regioni e province autonome nel valutare la sussistenza dei requisiti necessari per il riconoscimento della personalità giuridica con una conseguente disparità di trattamento, visto la non omogenea valutazione dei requisiti nelle diverse aree territoriali 

 

Qual è, a suo avviso, l’elemento che più la preoccupa riguardo la nuova legislazione del Terzo Settore?

L’impronta di unitarietà che caratterizza la Riforma può prestare il fianco al rischio di applicazione incerta con riguardo a determinati aspetti che non sono stati disciplinati in maniera particolarmente approfondita e che quindi hanno dei margini di perfettibilità. Con il Codice del Terzo Settore ci si è prefissati una meta molto ambiziosa, ovvero arrivare a un impianto normativo unitario, che purtroppo è fallace nella parte in cui determinate materie, assolutamente rilevanti, sono disciplinate in maniera talvolta non soddisfacente. Non vorrei che questi aspetti, non trattati con la particolare attenzione, si consolidassero in tale configurazione non idonea, e che, in questa fase di transizione, si perdesse l’occasione di correggere le disarmonie e i difetti di coordinamento che, sotto alcuni aspetti, possono inficiare la mission della Riforma.

 

In che modo il suo Ordine ha supportato i propri soci nella conoscenza e nell’applicazione delle diverse normative emanate con la Riforma del Terzo Settore?

Su questo posso prendermi, con poca umiltà, un grande merito. Come presidente della commissione Terzo Settore e consigliere nazionale del notariato con delega al Terzo Settore, già da prima del varo del Codice del Terzo Settore, indicativamente dal 2016, ho dato luogo a un grandissimo battage informativo e formativo su tutto il territorio nazionale. Ho patrocinato, organizzato e personalmente partecipato a incontri di studio, formazione e informazione sia online che dal vivo, aperti non soltanto agli operatori del diritto ma anche ad esponenti del non profit. Ho partecipato a tantissimi programmi di divulgazione anche politica perché io sono intimamente convinto che la Riforma del Terzo Settore si configuri come una miscellanea perfetta di elementi politici, sociali e giuridici. Attraverso questa campagna di informazione e sensibilizzazione portata avanti su tantissimi fronti, anche mediatici, credo di aver contribuito, in nome dell’istituzione che rappresento, a gettare luce e tenere aperta l’attenzione su questa Riforma in itinere, partita in sordina, ma che, giorno dopo giorno, sta divenendo sempre più centrale nell’ordinamento giuridico e, più in generale, nella società.

 

Come valuta il decreto applicativo del RUNTS? Ritiene che l’istituzione del Registro possa facilitare e qualificare meglio la vostra attività professionale?

Abbiamo dovuto aspettare circa 3 anni per il decreto istitutivo del RUNTS. L’ultimo differimento è riconducibile, senza ombra di dubbio alcuno, all’emergenza epidemiologica in cui versiamo da quasi un anno, e quindi assolutamente giustificato. Però il prolungarsi di questa fase transitoria ha sicuramente rallentato l’iter della Riforma. Il RUNTS è disciplinato, nella sua struttura, nell’art. 45 del Codice del Terzo Settore e io credo che per poter esprimere un giudizio sulla sua efficacia dobbiamo proprio attendere la sua effettiva operatività. Ovvero, la fase in cui i notai inizieranno a iscrivere gli Enti del Terzo Settore, nonché la fase in cui opererà la trasmigrazione automatica al RUNTS da parte dei registri speciali  già esistenti, a livello regionale, delle Organizzazioni di Volontariato e delle Associazioni di Promozione Sociale. Quindi io mi sento di poter esprimere  un giudizio  condizionato ai risultati che emergeranno in fase di prima operatività, facendo però la premessa fondamentale che se il RUNTS riuscirà a presentarsi come un registro pubblico affidabile, al pari del Registro delle Imprese, sarà sicuramente un risultato ottimo e in linea con le premesse che erano state poste a fondamento della Riforma stessa.

 

Come valuta la nuova procedura per l’acquisizione della personalità giuridica mediante la registrazione presso un notaio dello Statuto e la successiva iscrizione al RUNTS?

Assolutamente in modo positivo. Credo che questo sia, e non lo dico solamente per spirito di categoria, un elemento distintivo della Riforma. Il legislatore ha ritenuto giustamente che il notaio, quale pubblico ufficiale che esercita una pubblica funzione in nome della Repubblica italiana, sia il soggetto più adeguato per espletare quel controllo di legalità sostanziale necessario per verificare la legittimità degli atti costitutivi e delle delibere di adeguamento degli Enti che vogliono assumere la qualifica di Enti del Terzo Settore e che intendono conseguire la personalità giuridica. Una realtà così importante, come quella degli Enti del Terzo Settore, non può prescindere da un accertamento rigoroso in materia di legalità e di ciò il notaio è il naturale garante.

 

Reputa opportuni e necessari un monitoraggio e una valutazione continuativi dello stato di attuazione della Riforma del Terzo Settore?

Sì, lo ritengo assolutamente necessario e doveroso. Lo è stato già in questa fase di emergenza epidemiologica, in cui ci siamo dovuti confrontare con la reiterata decretazione di urgenza. Solo tenendo alta l’attenzione su questa materia si può avere la sicurezza di evitare che vengano varati provvedimenti normativi in grande di incidere sul Terzo Settore in maniera non appropriata. Meritoria è anche la formazione di un ente super partes, come l’Associazione Terzjus, a cui partecipano ordini professionali e realtà rilevanti del Terzo Settore, con il compito di monitorare la Riforma ma soprattutto di presentare contributi in chiave  propositiva per implementare la Riforma stessa e garantirne in modo pragmatico la perfettibilità.

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