Riforma in Movimento: intervista a Antonino La Spina

martedì, 13 Aprile 2021
Antonino La Spina
INTERVISTA A
Antonino La Spina
Presidente di UNPLI

All’interno del progetto di ricerca Riforma in Movimento si vuole andare a creare un dialogo con le istituzioni per accompagnare la Riforma del Terzo Settore nella sua crescita il più possibile positiva e adeguata. Il Dott. Antonino La Spina, Presidente di UNPLI, condivide con noi l’esperienza della sua associazione.

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Qual è, a suo avviso, l’elemento più innovativo/promettente della nuova legislazione sul Terzo Settore (Codice del Terzo Settore, Impresa Sociale, 5×1000, Servizio Civile Universale)?

La Riforma del Terzo Settore costituisce certamente di per sé un elemento innovativo, avendo avuto modo di dare una definizione giuridica agli enti di Terzo Settore, i quali come tali hanno trovato una loro connotazione come entità giuridiche autonome, non più residuali, ma sullo stesso piano del settore pubblico e del settore profit. Altro elemento sicuramente di rilievo è la nuova visione del rapporto con le istituzioni pubbliche, grazie alla possibilità di co-programmare e co-progettare nella prospettiva del perseguimento di finalità di interesse generale.


Qual è l’elemento che più la preoccupa riguardo la nuova legislazione sul Terzo Settore?

Come tutte le riforme anche quella che ha riguardato gli enti del terzo Settore, che ancora manca di alcuni decreti attuativi, preoccupa soprattutto per la nuova visione che gli enti dovranno avere e che allo stato per molti di questi rappresenta un passaggio importante del loro modo di operare.  Nel caso specifico penso alla nuova impostazione dei rapporti con la pubblica amministrazione con l’attuazione della co-programmazione e della co-progettazione, alla difficoltà interpretativa del nuovo sistema fiscale per gli enti del Terzo Settore, ai tanti interrogativi legati all’avvio del RUNTS, tutti temi a cui l’UNPLI APS guarda con attenzione particolare, special modo se inserita in un contesto dove non sussiste un pieno equilibrio numerico con gli ETS che svolgono il proprio ruolo nel campo socio-sanitario, per cui è necessario trovare forme di opportunità e di valorizzazione che rispecchino le finalità proprie degli enti che operano nel campo della promozione della cultura e del patrimonio materiale ed immateriale e per i quali auspichiamo un confronto leale e paritario nello sviluppo delle misure che la riforma garantisce.


Sostenibilità, trasparenza e democraticità sono gli assi principali su cui si è mossa la Riforma, crede che siano stati ben strutturati e articolati all’interno di essa? Tra questi, quali pensa debba essere maggiormente promosso tra gli enti del Terzo Settore?

Quello della sostenibilità riteniamo debba essere la nuova frontiera della Riforma, in un contesto come quello attuale, il quale subirà ancora per diverso tempo gli influssi di una crisi economica e non solo. Auspichiamo strumenti idonei a garantire misure adeguate e di pronta attuazione.  Naturalmente non meno importanti sono gli elementi della trasparenza e della democraticità, che a ben vedere sono ben disciplinati e articolati nella Riforma


Qual è stato il ruolo della sua rete/ente nell’informare e comunicare agli associati le principali novità, opportunità ed adempimenti della riforma del Terzo settore?

Il ruolo che la rete UNPLI APS ha avuto nel coinvolgere i propri associati è stato certamente significativo, trattandosi di una struttura capillare e ben radicata sul territorio, formata da associazioni medio-piccole e su base volontaria. Da questo punto di vista un passaggio importante è stato l’ausilio delle nuove tecnologie digitali, che grazie alla facilità d’uso ha permesso di coinvolgere l’intera rete di associati nel percorso di conoscenza ed attuazione della Riforma. Un ausilio significativo è arrivato anche grazie ai rapporti istituzionali ed associativi con il Forum del Terzo Settore e con le altre realtà cui l’UNPLI APS aderisce, i quali hanno permesso di delineare le linee informative e di azione delle misure di attuazione della Riforma.


Quanto è stato impegnativo seguire l’evoluzione della Riforma del Terzo Settore?

Sebbene impegnativo vivere l’esperienza evolutiva di una riforma costituisce sempre un momento di crescita e di apprendimento.


L’avvio della riforma è stata l’occasione per un ripensamento della missione oltre che di un adeguamento della struttura giuridico e organizzativa della sua associazione?

Riteniamo che la Riforma sia servita a ridare spazio al confronto democratico all’interno della struttura e soprattutto a fornire le basi del nuovo assetto organizzativo, ad iniziare dalla necessità di adeguamento degli Statuti, che ha comportato un coinvolgimento della struttura centrale e a cascata di tutte le strutture periferiche e che auspichiamo venga definito con l’ultimo tassello organizzativo dello statuto standard della rete. Il momento è stato pure importante sotto il profilo dell’assetto organizzativo in quanto la Riforma nella sua fase culminante è coincisa con una fase di rinnovo delle cariche elettive che in tal modo ha visto attuata la nuova struttura scaturita dalla legge di Riforma.


Reputa opportuni e necessari un monitoraggio e una valutazione continuativi dello stato di attuazione della riforma del terzo settore?

Certamente. Non si può prescindere dal valutare gli effetti della Riforma che, come tale, richiede un continuo monitoraggio sullo stato di attuazione, quale elemento per determinare le opportune “correzioni di rotta” e soprattutto evitare di creare disparità di trattamento tra i diversi ETS.

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