Riforma in Movimento: intervista a Antonio Gianfico

giovedì, 11 Marzo 2021
Antonio Gianfico
INTERVISTA A
Antonio Gianfico
Presidente nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli

All’interno del progetto di ricerca Riforma in Movimento si vuole andare a creare un dialogo con le istituzioni per accompagnare la Riforma del Terzo Settore nella sua crescita il più possibile positiva e adeguata. Il Dott. Antonio Gianfico, Presidente nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli, condivide con noi l’esperienza della sua associazione.

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Qual è stato il ruolo della sua rete/ente nell’informare e comunicare agli associati le principali novità, opportunità ed adempimenti della riforma del Terzo settore?

Abbiamo molto seguito la Riforma, cercando di coinvolgere le nostre realtà territoriali, motivandole a essere parte di questa trasformazione, facendola percepire come un’opportunità di crescita.

Quanto è stato impegnativo seguire l’evoluzione della Riforma del Terzo Settore?

Seguire l’evoluzione della riforma è stato molto impegnativo, vista anche la durata e l’incertezza dell’iter. Abbiamo comunque partecipato con attenzione, tenendo sempre aggiornate le nostre articolazioni territoriali. Siamo riusciti a stare nei tempi rispetto per l’adeguamento statutario e accompagnando alle dovute modifiche le nostre realtà territoriali.

 

L’avvio della riforma è stata l’occasione per un ripensamento della missione oltre che di un adeguamento della struttura giuridico e organizzativa della sua associazione?

La nostra mission è sempre la stessa da 188 anni e certamente non cambierà per la riforma. Piuttosto la nostra riflessione si è rivolta a come poter meglio organizzarci e ampliare le modalità d’azione per perseguire le nostre finalità originarie. I nostri statuti sono stati modificati dal punto di vista organizzativo nel rispetto dei nuovi riferimenti normativi ma non nelle natura delle nostre origini. 

Come valuta la definizione sul piano normativo della figura del “volontario”? Il nuovo status del volontario definito dal Codice può essere uno strumento utile a qualificare meglio l’opera dei volontari? 

La riforma ha approfondito molto la figura del volontario, promuovendo la presenza del volontariato in tutti gli ETS e riconoscendo formalmente il ruolo. Ha ben definito la distinzione tra volontario associato e non associato e volontari occasionali e non occasionali prevedendo e garantendo per tutti l’obbligo assicurativo. L’aspetto morale e sociale è stato garantito e preservato con la previsione della gratuità della prestazione effettuata: l’attività del volontario non può infatti mai essere retribuita e non possono essere previsti rimborsi forfettari. Per spese entro un certo limite è però possibile l’autocertificazione dei volontari. Questo è un passaggio importante e delicato che potrebbe nella pratica offuscare la gratuità del volontariato. Agli enti del volontariato quindi il compito di vigilare e rendere consapevoli e responsabili i volontari. 

Le linee guida sul bilancio sociale sproneranno gli enti (anche quelli non obbligati) ad utilizzare il bilancio sociale come strumento di rendicontazione e di relazione con gli stakeholder?

Riteniamo che il bilancio sociale possa essere un ottimo strumento di trasparenza e di rendicontazione, anche di monitoraggio dell’impatto sociale delle proprie attività e di promozione delle stesse. Come associazione da anni abbiamo coinvolto tutte le nostre realtà locali ad accompagnare il rendiconto economico con una relazione morale che può essere considerato un modello embrionale di bilancio sociale. L’auspicio è che con il tempo si possa arrivare a una forma di bilancio sociale conforme alle linee guida dettate dalla riforma, stando attenti però a non farlo percepire come l’ennesimo adempimento burocratico e che quindi si appiattisca la sua utilità, in particolare è necessario considerare una maggiore semplicità organizzative delle organizzazioni di volontariato locale. 

Reputa opportuni e necessari un monitoraggio e una valutazione continuativi dello stato di attuazione della riforma del terzo settore?

Si certo è importante per monitorare e accompagnare in maniera adeguata questo processo di trasformazione.

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