Come assicurare i volontari

Con la recente Riforma del Terzo Settore sono cambiati gli obblighi di copertura assicurativa per le Organizzazioni di Volontariato e le Associazioni di Promozione Sociale e per tutti gli enti che impiegano volontari. L’assicurazione per i volontari del Terzo Settore diventa pertanto indispensabile per poter svolgere alcune attività strategiche per le organizzazioni.

Gli Enti di Terzo settore che si avvalgono di volontari, sia occasionali che non, hanno l’obbligo di “assicurarli contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività di volontariato, nonché per la Responsabilità Civile verso i terzi“.

La Riforma del Terzo Settore allarga quindi a tutti gli ETS l’obbligo di assicurazione che, fino a prima della novità normativa, era previsto solo per le Organizzazioni di Volontariato e per le Onlus.

Volontario: le novità introdotte dalla Riforma

Le novità introdotte in merito alla figura dei volontari sono riportate nei primi due commi dell’articolo 17 del Dlgs 117/17. In base alla normativa, il volontario non viene considerato tale solo in funzione della sua adesione a un’organizzazione non profit ma anche comepersona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune […] in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà”.

La risposta delle Compagnie assicurative alle novità della Riforma

In attesa del Registro Unico del Terzo settore, sono state studiate dalle compagnie di assicurazione diverse tipologie di copertura in grado di soddisfare completamente sia gli obblighi imposti dalla normativa vigente, sia anche i rischi complementari e accessori allo svolgimento delle attività statutarie.

Esistono, pertanto, coperture che prevedono ad esempio:

Oltre alla copertura obbligatoria per i volontari è ideale assicurare anche la responsabilità civile derivante direttamente all’ente dallo svolgimento di attività organizzate in particolare in occasione di eventi quali: 

  • raccolte alimentari;
  • banchetti;
  • raccolta firme;
  • giornate ecologiche;
  • corsi di formazione;
  • sportelli di assistenza;
  • supporto a categorie svantaggiate.

Allo stato attuale è bene tenere presente che non ci sono specifiche indicazioni legislative circa le somme assicurate e i massimali di garanzia necessari a fornire idonee tutele. I decreti attuativi della Riforma del Terzo Settore potrebbero fornire dettagli più precisi anche rispetto alle caratteristiche minime per avere delle coperture adeguate. Pertanto è importante rivolgersi ad un intermediario assicurativo in grado di svolgere un’attività consulenziale adeguata.

Questo articolo fa parte del progetto “Pronto Assicurazione” creato da Italia non profit in collaborazione con Assimoco. Scopri i dettagli del progetto.

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