Il crowdfunding è uno strumento di raccolta fondi che ha lo scopo di cercare sostenitori per il finanziamento di progetti basato non tanto sulla ricerca di grandi capitali, ma piuttosto sulla contribuzione di piccoli e medi donatori e finanziatori, generalmente attraverso una piattaforma digitale. Scopri tutto quello che c’è da sapere sul crowdfunding e le opportunità che offre alla tua organizzazione.

Cos’è il crowdfunding

Il crowdfunding (dall’inglese crowd folla e funding finanziamento) può essere definito come un processo di coinvolgimento dal basso, che raggiunge persone interessate a sostenere con il proprio denaro progetti di altre persone o organizzazioni non profit attraverso una piattaforma internet. Si tratta di uno strumento di raccolta fondi che, anche se ha esperienze storiche europee chiaramente “analogiche”, si può dire che dall’inizio del ‘900 si sviluppa per lo più dagli Stati Uniti. In Italia viene, di fatto, lanciato per la prima volta nel 2005 con l’avvio della piattaforma “Produzioni dal basso” ed è poi esploso nel corso degli ultimi anni. Al 2018 si contano 78 piattaforme di vario genere[1].

Tipologie di crowdfunding

Il mondo del crowdfunding si è sviluppato in quest’ultimo decennio offrendo un variegato e strutturato panorama e non si limita alla sola raccolta fondi, ma prevede anche attività finanziarie. 

Ci sono tipologie diverse di attivazione della raccolta fondi con crowdfunding che possono essere così raggruppate:

  • All or Nothing, i contributi sono restituiti se non viene raggiunto o superato l’obiettivo di campagna in un massimo di 90 giorni. Adatto ai progetti che hanno bisogno di raggiungere almeno la cifra indicata per essere realizzati; 
  • Keep it all, tutti i contributi raccolti in un massimo di 90 giorni vengono accreditati anche se non viene raggiunto l’obiettivo della campagna. Rivolto ai progetti che possono partire anche se non è stato raccolto l’importo previsto dall’obiettivo. 
  • Fundraising, consente la raccolta fondi con accredito istantaneo senza un obiettivo minimo né limiti di tempo. Particolarmente indicato per associazioni, partiti politici ed enti pubblici che vogliono finanziare un’attività continuativa[2]. 

Le piattaforme possono essere suddivise in: 

  • donation/reward based: il modello con donazione prevede che chi conferisce denaro alla campagna lo fa in forma di donazione per cause che gli stanno a cuore, senza alcun tipo di ritorno, se non un ringraziamento. Il modello reward, ovvero con ricompensa, rimane nell’ambito della donazione, quindi della raccolta fondi, ma prevede un sistema di ricompense, non finanziarie, ma proporzionate, più o meno simboliche, a seconda dell’ammontare della donazione e legate alla causa. 
  • loan-based: è un modello di crowdfunding rappresentato dal prestito di denaro, dove un soggetto conferisce denaro a titolo di prestito, che prevede quindi la restituzione della somma. L’ammontare degli interessi è eventuale, e varia a seconda delle modalità scelte e della relazione con cause socialmente rilevanti o meno. 
  • equity: consiste nel crowdfunding con investimento. È di fatto un investimento in quote o azioni di società, spesso startup, dove un soggetto acquista quote di capitale per averne un ritorno economico in relazione e in funzione dell’operazione di finanziamento effettuata. Questo genere di crowdfunding è di fatto una sollecitazione di pubblico risparmio e comporta i relativi rischi. Pertanto è regolato da norme specifiche nei diversi paesi: in Italia l’organo competente è la CONSOB che ha emanato un regolamento fin dal 2013.[3]
  • DIY (Do it Yourself): sono campagne personalizzate sviluppate su siti indipendenti in linea con l’identità di progetto.[4]
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Cose che devi assolutamente sapere sul crowdfunding

Se vuoi iniziare una campagna di crowdfunding devi scegliere la piattaforma per te più adatta. Ogni piattaforma ha le sue peculiarità ma in genere il funzionamento è abbastanza simile.

La piattaforma funziona come una grande vetrina online dove puoi esporre il tuo progetto puntando a convincere la tua community. Il procedimento da seguire per promuovere il proprio progetto è abbastanza semplice: la piattaforma permette di avere un proprio profilo dove inserire la finalità dell’iniziativa, la descrizione delle attività, le storie dei beneficiari, l’obiettivo economico di raccolta fondi se previsto. È importante che il progetto venga comunicato in modo semplice e diretto per suscitare l’interesse del pubblico, e che venga sostenuto, principalmente online, per tutta la durata della campagna. Oltre ai testi è possibile inserire anche immagini, foto e video. Una volta che i donatori raggiungono la  piattaforma possono scegliere l’importo e donare con carta di credito, paypal o – solo per alcune piattaforme – bonifico bancario.

Per ottenere buoni risultati, però, non basta una buona piattaforma e una buona “presentazione”; è necessaria una pianificazione puntuale delle attività che preveda: una mappatura delle relazioni correnti e potenziali che l’organizzazione possiede e che potrebbero essere interessate a questa iniziativa, le specifiche attività per gli appelli di donazione diretti e ripetuti nel tempo, i tempi di realizzazione dell’intera campagna, i canali di comunicazione a disposizione, un obiettivo economico e i relativi range di donazione. 

Va ricordato infatti che partendo dalla centralità della relazione con il donatore, l’intera attività si fonda sul portare i donatori a donare sulla piattaforma. La piattaforma è un mezzo, un contenitore delle donazioni. Il core dell’attività rimane pur sempre la cura delle relazioni con i donatori a favore dei beneficiari e di una comunità migliore. In questo senso nel crowdfunding, ancor più che in tutti gli altri strumenti di fundraising, la trasparenza ha un ruolo fondamentale. Ricerche in questo senso hanno dimostrato come il “popolo del web” sia particolarmente attento ed esigente da questo punto di vista. Quindi è buona pratica aggiornare costantemente sulla cifra raccolta, sul numero dei donatori e sull’identità degli stessi (ovviamente se avete il loro consenso), sulla data della donazione, sui messaggi di sostegno e sull’andamento complessivo della campagna.

Vantaggi del crowdfunding per una non profit

Non tutte le organizzazioni non profit possono contare da subito su grandi donatori. La maggior parte ha però un grande capitale di fiducia diffusa o un patrimonio di relazioni da attivare. Il crowdfunding può renderlo concreto. Anche una piccola organizzazione può lanciare una campagna crowdfunding che, senza elevati investimenti, la porta a raccogliere cifre significative. Può essere utile soprattutto per quelle organizzazioni medio-piccole che operano a livello locale, perché spesso in quei contesti l’integrazione offline e online è più sviluppata in particolare in concomitanza di eventi sportivi.

I 5 consigli essenziali per una campagna di crowdfunding

  1. È molto importante la scelta della piattaforma, che deve essere in linea con le esigenze dell’organizzazione. Alcuni aspetti da tenere in considerazione: se la piattaforma rilascia i contatti dei donatori e se questo comporta costi aggiuntivi, quali condizioni prevede, quanto supporto tecnico e creativo viene prestato nella realizzazione della campagna;
  2. Lo strumento è di solito più efficace se ha una durata ben precisa, se ha un chiaro inizio e un termine. Questo aiuta a battere i tempi con i donatori, verso il raggiungimento dell’obiettivo economico. Una misura ragionevole potrebbe essere di circa 3 mesi, poi chiaramente dipende da molteplici fattori (qual è l’investimento in termini di risorse umane che ci lavorano, quanto si vuole raccogliere, ecc…);
  3. In un’ottica di maggiore efficacia è consigliabile avere un obiettivo di raccolta fondi. Questo aiuta nel coinvolgimento e nel senso di aggregazione che porta al raggiungimento di un risultato da parte di un gruppo. L’aspetto difficile è fissare un obiettivo ragionevole, che non sia irrealistico, ma nemmeno troppo prudente. Per fissare l’obiettivo è importante tenere conto di almeno un paio di cose: siamo online e la donazione media è inferiore rispetto all’offline. In secondo luogo è importante “mappare” la propria community online e offline per capire su quale capitale relazionale si può contare nella sollecitazione delle donazioni;
  4. Le campagne di crowdfunding funzionano se c’è una puntuale pianificazione di strumenti che prevedano attività di sollecitazione sia online che offline. Online possiamo contare su emailing e coinvolgimento attraverso i propri social media. Offline invece possiamo organizzare eventi (di intrattenimento, di spettacolo o sportivo) in cui si raccolgono fondi per contribuire al progetto. 
  5. Organizzate una rete di personal fundraiser. Individuate nella vostra community dei volontari che ci mettano la faccia e diventino fundraiser. Questi sono già vostri donatori di tempo e si mettono a disposizione della campagna sollecitando le loro relazioni. Questo vi permette di allargare il giro delle persone, raccogliere più fondi, e raggiungere donatori che non sareste riusciti a contattare altrimenti.

Potrebbe accadere che...

  • l’obiettivo di raccolta fondi individuato si riveli sbagliato, se non l’avete raggiunto è importante capire il perché e aggiustare il tiro per le volte successive. Potenziate la fase di programmazione: tenete maggior conto delle relazioni che potete attivare, ed elaborate una strategia più sostenibile rispetto alle forze che potete mettere in campo. 
  • monitorando il raggiungimento del risultato vi rendiate conto che rispetto al tempo residuo siete indietro sulla tabella di marcia: niente panico! Mettetevi step intermedi di raggiungimento a cadenza settimanale, condividete con la vostra community, rilanciate l’attività sui personal fundraiser e cercate di ingaggiarli in nuove possibili iniziative che utilizzino messaggi video o testimonianze per veicolare maggiori contenuti ed essere quindi più efficaci. 
  • la vostra community non sia molto abituata a donare online: organizzate strumenti di raccolta fondi offline e prima di iniziare verificate che la piattaforma includa e possa ricevere anche bonifici.
  • la campagna venga lanciata con nessuna donazione iniziale. Questo non va bene! È sempre bene lanciare la campagna sul grande pubblico con già alcune donazioni raccolte, e perché non iniziare proprio chiedendo ai membri del CdA o del Consiglio Direttivo?
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NOTE

[1] “Il crowdfunding in Italia. Report 2018” Starteed
[2] Crowdfunding world 2013 Report, analisi e trend – www.derev.com
[3] Crowdfunding world 2013 Report, analisi e trend – www.derev.com
[4]  “Il crowdfunding in Italia. Report 2018” Starteed

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